24 luglio 2013

Allevi, Beethoven, Jovanotti e il senso ritmico


Alcuni amici "non addetti ai lavori", incontrati in questi giorni, mi hanno chiesto un parere sull'ultima sparata di Allevi.

Che dire? Credo che il ragazzo sia molto meno sciocco (per usare un eufemismo) di quanto appaia. Egli rappresenta, per così dire, solo l'ultima incarnazione di un imbarbarimento generale che, dopo aver azzerato nelle generazioni più giovani il gusto per la musica pop e rock di qualità, ha trovato ora nuova linfa (e una nuova vittima da conformare all'impoverimento dilagante) nella cosiddetta musica colta.

Non mi dilungo certo a commentare la pochezza e la banalità delle "composizioni" dell'Allevi,

in quanto credo siano percepibili da chiunque abbia suonato almeno un po' di flauto dolce alle medie; dico piuttosto che lo show business - che tutto crea e tutto distrugge - ha voluto costruirgli attorno un certo tipo di personaggio, istruendolo ad ogni piè sospinto su cosa deve dire e cosa deve fare.

Ho persino il sospetto che le composizioni stesse non siano sue, ma di qualche anonimo e abile "manipolatore di armonie", al soldo delle case discografiche, munito del manuale segreto con le 10 regole per creare un refrain gradito alle orecchie plebee.

Così, anche la cazzata sull'immenso Ludwig da Bonn e su Lorenzo da Cortona (a cui pure, per amor del vero, il senso ritmico non manca di sicuro!) puzza assai di trovata pubblicitaria per rinvigorire l'aura del riccioluto Giovanni da Ascoli Piceno, forse un po' in declino anche per via della stagione estiva che favorisce l'ascolto di musichette più esotiche e goderecce rispetto alle sue.

Come sempre allora in questi casi, perché cadere nella trappola, indignarsi, riempire articoli di giornale e social network di commenti, fotomontaggi, insulti, invocazioni per una rapida e dolorosa fine del mariuolo e il contestuale rogo della sua opera omnia sulla pubblica piazza? Così facendo si asseconda solo il gioco del mariuolo stesso e dei suoi astuti manovratori.

Meglio piuttosto, una volta tanto, fare finta di niente, dare alla notizia lo spazio che merita (cioè zero), e sdraiarsi sul divano di casa con una bella bibita fresca ad ascoltare la Settima di Beethoven (la mia preferita, ma ognuno scelga per sé), seguita da un bell'album di Jovanotti.

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